Archivi autore: Simone Terra

10 consigli su come dare al tuo kite una doppia vita

Dobbiamo sempre tenere a mente che l’attrezzatura da kite è molto sensibile ai nostri comportamenti. 

Spesso i kiters non prestano molta attenzione alle procedure base per mantenere la propria attrezzatura in perfetto stato a lungo.
Con alcuni semplici rituali possiamo prolungare di molto la vita dei nostri kite.
Stiamo parlando di attrezzatura abbastanza costosa, e tutti probabilmente saranno d’accordo che è meglio spendere qualche minuto in più per mantenerla al meglio.
Un’altra buona ragione per farlo è direttamente connessa alla sicurezza: ti sentirai più sicuro quando sei certo che tutte le parti del tuo kite funzionano alla perfezione.
Il tuo portafoglio e la tua sicurezza sono due fattori importantissimi!

Iniziamo ad elencare ciò di cui dobbiamo prenderci cura prima della nostra sessione di kite con alcune semplici regole:

  1. Evitare sempre i nodi sulle linee. questi possono rendere le linee fino al 50% più deboli e quindi più facilmente soggette a rottura.
  2. Controllare sempre le carrucole, evitando che si riempiano di sabbia, può evitare malfunzionamenti e quindi comportamenti pericolosi ed imprevedibili del nostro kite.
  3. Testare sempre lo sgancio di sicurezza sulla spiaggia, prima di uscire, e pulirlo dalla sporcizia e dalla sabbia. Non vorremmo mai che fallisse in caso di necessità. Quindi prendiamoci qualche istante per provare la sicura ogni tanto: ci renderà più veloci e ci darà più confidenza nell’attivarla, se necessario.
  4. Controllare le viti della tavola per evitare di perdere pads, maniglia, o pinnette.
  5. Evitare il self launch. Lanciamo il kite da soli solo se è strettamente necessario: facendolo il kite si usura, strisciando sul terreno; inoltre potrebbero esserci oggetti affilati sulla spiaggia, come conchiglie o sassi, che possono facilmente tagliare il kite.
  6. Disporre bene il kite sulla spiaggia, prima di iniziare a gonfiarlo, in modo da evitare che i bladder si attorciglino o si spostino al suo interno, e quindi esplodano mentre stiamo gonfiando.
  7. Non infilare troppo a fondo il beccuccio della pompa all’interno della valvola, per evitare che si allarghi causando delle perdite anche quando è chiusa.
  8. Trasportare il kite all’interno di una sacca appropriata, specialmente in auto: è rischioso riporre il kite senza protezioni nel portabagagli insieme al resto dell’attrezzatura mentre andate nel vostro spot preferito. Ricordate che ci sono molti oggetti affilati, tipo le pinne della tavola, che possono tagliare il tessuto del vostro kite.
  9. Non lasciare il kite per ore gonfio sulla spiaggia: il tessuto perderà il colore e la sua originale resistenza prima del tempo. I raggi uv sono letali per il tessuto di cui sono fatti la maggior parte dei kite, quindi meno sole prende più resterà elastico e resistente.
  10. Se proprio non potete evitare di lasciare il vostro kite per molto tempo sulla spiaggia, sgonfiate un po’ la leading edge in modo da evitare che, con il calore, l’aria al suo interno si espanda gonfiandolo più del dovuto, cosa che può facilmente provocare esplosioni dei bladder.

Ricordate che le performance della vostra attrezzatura sono direttamente influenzate dai vostri comportamenti e se avete in previsione di venderla in futuro questo è un motivo in più per mantenerla al meglio!

Buon Vento,

Simone

Snowkite finalmente!

Finalmente l’ho fatto: sono andato sul passo giau, vicino a Cortina D’Ampezzo, ho preso il mio bel pump 13 m, me lo sono fatto lanciare e ho provato con la tavola da snowboard a fare quello che facciamo abitualmente in acqua.

Bisogna dire che il limite del pump c’è: lanciare non è comodo con la tavola ai piedi, mettersi la tavola con il kite in volo è molto pericoloso, e quando c’è poco vento il pump non sta su. Ora mi sono procurato un foil 12m, vola con un alito di vento, e vi assicuro che con dieci nodi avete il vostro skilift personale e potete risalire il pendio ogni volta che volete!

La cosa bella è che si fa kite in 3D: normalmente in acqua ci muoviamo in due direzioni: dx-sx e avanti-indietro, mentre con lo snowkite possiamo andare anche su-giù! Il bello del dislivello è che il kite si trasforma in un parapendio (o meglio in uno speedride) e ci permette delle gran planate: Una volta che abbiamo preso velocità scendendo dal pendio con il kite allo zenith basta cazzare la barra sul primo dosso che incontriamo per decollare letteralmente! E’ un emozione incredibile e consiglio a tutti di provarlo!

Simone

Incidente al lago

Ciao ragazzi, Oggi il lago di santa croce ci ha regalato una giornata fantastica con un vento sempre sopra i 13 nodi! Purtroppo però la notizia non è questa, infatti l’attenzione di tutta la spiaggia di farra è stata attirata dall’ambulanza in spiaggia tra ai kite. Un kiter infatti è arrivato di collo sulle linee di un kite appena caduto in acqua. Testimoni raccontano  che il kiter sia arrivato autonomamente in spiaggia ma che dopo aver atterrato il kite si sia accasciato a terra. Aveva 2 tagli a i lati del collo ed un ematoma viola sotto il mento. l’ambulanza non è partita a sirene spiegate. Non abbiamo avuto altre notizie nel corso del pomeriggio, ma penso che domani i giornali ne parleranno.

Simone

IKO – ITC – Corso istruttori

Sono tornato alla vita normale e finalmente riesco a raccontarvi l’intensa esperienza di vita che è stata diventare un istruttore di kite. Essere un istruttore non significa solamente sapere tutto del kite ed insegnarlo, significa diventare una guida, un esempio per tutti quelli che vogliono praticare questo sport. 

Per diventare tale in soli 5 – 6 giorni, c’è bisogno di studiare un sacco e di molto impegno, non è una passeggiata e non lo consiglierei a chi non è davvero convinto di voler intraprendere questa strada. L’esaminatore, infatti, non è solo colui che vi addestra all’insegnamento, ma un vero e proprio selezionatore del personale che lavorerà per IKO (international kiteboarding organization) per divulgare questo sport insieme agli standard di sicurezza previsti da IKO.  Naturalmente non mi dilungherò nei dettagli, vi racconto solo che cosa vi attende se volete scegliere questa strada.

Innanzitutto il primo passo è diventare assistente istruttore, spesso qualche giorno prima di un ITC, viene organizzato un corso AITC, per diventare assistente, appunto. In secondo luogo bisogna fare un corso di pronto soccorso, anche questo molto spesso viene organizzato in occasione dell’ITC.

Finalmente si inizia il corso: si passano 2 giornate intere a parlare di teoria: teoria del volo, attrezzature, regole di precedenza, insegnamento dalla barca (si fa anche una prova pratica), sistemi di sicurezza e tecnica. Naturalmente non c’è il tempo per studiare tutto il manuale, bisogna aver già studiato precedentemente e superato dei pre-esami online; durante il corso si chiariscono solo i dubbi e si ribadiscono i concetti più importanti. Oltre a questo si dedica  molto tempo allo studio della psicologia di insegnamento, che prevede vari step concepiti per facilitare l’apprendimento da parte dell’allievo, perchè ricordate che gli allievi non sono tutti persone piene di voglia di fare kite, qualcuno  fa il corso per semplice curiosità, qualcuno lo fa perchè glielo hanno regalato, il nostro scopo di istruttori è quello di portare più persone possibile alla pratica indipendente di questo sport. Dopo di che si va in spiaggia, e si inizia a fare pratica. Bisogna prestare MOLTA attenzione alla sicurezza, prevista da IKO ma anche dal buonsenso, altrimenti si rischia lo SHADOWING. Cos’è? lo shadowing consiste in una certa quantità di ore di insegnamento da fare gratuitamente presso un istruttore di livello 2, per affinare le capacità o migliorare le conoscenze che a fine corso non si è dimostrato di avere.

Durante la settimana di corso si studia molto, si dorme poco e non si ha tempo per fare altro; però si conoscono un sacco di persone meravigliose con la nostra stessa passione. A fine corso si piange, si ride o ci si commuove, perchè le emozioni vissute sono spesso intense.

Quindi se volete vivere nel mondo del kite perchè lo amate, sul sito IKO trovate le date ed ogni altra info relativa ai prossimi ITC, se invece volete solo imparare a fare kitesurf chiamatemi, ora ve lo posso insegnare come si deve!

Simone

Le precedenze nel kitesurf

Il kitesurf non è fatto solo di bordi, salti, wave, wakestyle, tavole, kite, ecc ecc.. ci sono delle regole fondamentali che è bene sapere per tutelare la propria sicurezza e quella degli altri. Sappiamo bene (e se non lo sapete ve lo lascio immaginare) cosa succede se due kite in volo entrano in contatto tra loro. Per evitare che ciò avvenga sono state messe a punto da IKO (International Kiteboarding Organization) una serie di semplici regole che è bene sapere prima di fare kite in posti molto frequentati tipo il laghetto di santa croce, lefkada, tarifa e chi più ne ha più ne metta.

Regola #1 – L’ENTRATA IN ACQUA
Il pilota che entra in acqua dalla spiaggia ha diritto di precedenza rispetto al pilota in arrivo.
Perché?
La ragione di questa regola è che il vento sulla terraferma è più difficilmente gestibile, in caso di buchi di vento o raffiche forti, per cui il pilota con il kite in volo ed i piedi a terra corre maggiori rischi e deve essere agevolato nell’entrata in acqua in modo che la sua situazione duri il meno possibile.

Regola #2 – GLI INCROCI

Il pilota mura a dritta (kite sul lato destro) ha la priorità rispetto al pilota in arrivo nell’altra direzione e dovrebbe mantenere la rotta, la velocità e la direzione per permettere all’altro pilota di evitarlo passando sottovento o cambiando direzione.

Perché?
Non esiste alcuna ragione particolare per questa regola per quanto riguarda il kitesurf, ma le sue origini provengono da alcune antiche tradizioni marinare ed è applicata in altri sport e nelle attività nautiche.

LA REGOLA D’ORO!
Se si passa sopravento, mantenere l’aquilone ALTO. Se si passa sottovento, mantenere l’aquilone BASSO.
Perché?
Questa manovra mantiene la massima distanza tra i kite per evitare possibili ingarbugliamenti. Inoltre è un po come mettere la freccia quando si va in macchina: chi vi incrocia capirà subito le vostre intenzioni.

Regola #3 – I SORPASSI
Quando due piloti viaggiano nella stessa direzione il pilota più veloce in arrivo da dietro deve dare precedenza al pilota più lento davanti.
Perché?
Venendo da dietro, il pilota più veloce ha una migliore visuale della situazione, quindi deve divergere dall’altro pilota e cambiare il suo percorso.

Regola #4 – SULLE ONDE

Il pilota che cavalca un’onda ha priorità rispetto a quello che sta per saltare o che sta andando nella direzione opposta.

Perché? 

Quando si cavalca un’onda il kite è più difficile da gestire e quindi c’è meno spazio per le manovre.

Regola #5 – ATTENZIONE AI NON KITERS!
Il diritto di precedenza deve essere dato agli altri utilizzatori della spiaggia e del mare. I kiteboarder devono viaggiare sottovento rispetto a questi.
Perché?
Un normale utilizzatore della spiaggia o del mare non è in grado di reagire tanto rapidamente quanto un kiteboarder, per questo è importante vigilare su bagnanti e altri utenti che si trovano nelle vicinanze in modo da poterli evitare. Inoltre, il rimanere sottovento rispetto agli utilizzatori della spiaggia previene lesioni nei loro confronti in caso si perda il controllo del kite (perdere il controllo di bolina rispetto a chi nuota potrebbe trasformarsi in uno scontro pericoloso, in quanto voi e il vostro aquilone potreste finire con il travolgerli) .

Regola #6 – I SALTI
Per saltare, un pilota deve avere una zona libera di protezione pari a 50m sottovento e 30m sopravento.
Perché?
È importante avere una zona di sicurezza sottovento perché il pilota si muove sottovento
quando salta. È essenziale avere una zona di sicurezza sopravento perché senza di essa le linee del pilota potrebbero toccare il kite o le linee di un altro kiteboarder nelle vicinanze.

Naturalmente vige sempre La regola del buon senso: Ricordate di usare il buon senso nell’applicazione delle norme e di stare lontano da altri piloti, quando possibile!

Ciao e Buon Vento!

Simone