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Underwave Vostok – il test

Arriva l’autunno e con lui giornate di vento forte, ma anche uno dei peggiori nemici di chi fa sport d’acqua: il freddo!
Per sconfiggerlo in acqua ci sono due alternative: comprarsi una muta o riprendere a far kite con la bella stagione. Escludendo la seconda che, per chi, come nel mio caso, ha la scimmia dentro, non resta che andare in un negozio per l’acquisto di una muta invernale.
Qui le scelte sono due: muta umida o muta stagna.
L’anno scorso ho stretto i denti e ho optato per la prima, che non è per niente male, solo che, quando fa veramente freddo, ha dei limiti invalicabili che ti costringono a spogliarti quasi nudo a tutte le uscite.
Poi,in caso di una pausa da una session all’altra le possibilità di rimanere letteralmente “congelati” sono notevoli, la muta bagnata con il vento freddo che ci sbatte addosso e noi che stiamo fermi è deleterio.
Quest’anno ho deciso di fare il salto di qualità scegliendo una muta in trilaminato STAGNA! Tra le varie alternative che il mercato offre ho scelto la Vostok di casa Underwave, andiamo ad analizzare questo prodotto:
Stagna in trilaminato, con tzip stagna anteriore, terminali in lattice su polsi,caviglie e collo e una comoda tasca interna  stagna per riporre le chiavi e quant’altro.

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Il test:
Vento: Bora con intensità iniziale di 15 nodi arrivata fino a punte di 35;
Temperatura esterna: 9 gradi ca. / wind chill 7,5 gradi;
Temperatura dell’acqua: 15 gradi.

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Le condizioni non sono proprio invernali, ma diciamo che è un ottimo pretest  per saggiare le doti di questa stagna.
Aggiornerò questo articolo quando la proverò in condizioni estreme (0 gradi o giù di lì).

Se come me non avevate mai provato la stagna,
al primo bordo, non essendoci il neoprene che stringe nella pelle,vi sembrerà di essere in costume senza niente sopra, direi che in fatto di comodità siamo a livelli da 5 stelle!

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Sotto la muta indossavo un paio di pantaloni della tuta da ginnastica e  un felpino da mezza stagione.
Dopo ca. 15 minuti in acqua mi sono dovuto fermare, faceva veramente troppo caldo, tolto il felpino e tornato in acqua mi sono sparato una session di 2 ore.
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Adesso arriva il bello.

Dopo aver messo via il kite, ovviamente sempre con la muta addosso, mentre chi era fuori con quella in neoprene ha dovuto trovare riparo per: togliersi la muta, quindi spogliarsi, togliersi il costume,asciugarsi per bene, con gli arti pieni di sabbia, rivestirsi e mettere via l’attrezzatura.
Io in 5 secondi mi sono tolto la muta: apri la tzip anteriore sfili il collo, le braccia e le gambe e ti ritrovi già vestito, ASCIUTTO o meglio leggermente umido per la leggera condensa creata dal corpo e pronto per tornartene a casa senza tanti spogliarelli.

In conclusione direi che se veramente avete la scimmia del kite per farvi uscire anche in condizioni invernali la Vostok è la muta che fa per voi.

Suggerimento: Quando indossate la stagna, fate scorrere bene il lattice delle caviglie verso l’alto in modo tale da impedire al getto ad alta pressione creato dalla tavola di far entrare acqua all’interno della muta.